BLONDE REDHEAD
(Milano, Alcatraz, 5 giugno 2024)

I Blonde Redhead sono tornati in Italia per tre imperdibili date, il 3 giugno come band di punta al Ferrara Sotto Le Stelle, il 4 al Milk di Torino e infine il 5 all’Alcatraz di Milano. Dopo il sold out dello scorso novembre al Teatro Regio di Parma, i Blonde Redhead si presentano a Milano in buona forma. L’Alcatraz è piuttosto gremito, tantissime persone sotto i quarant’anni e numerosi anche gli under 30, una cosa che lascia ben sperare per il futuro dei concerti italiani. Ad aprire la serata è stata la cantautrice italiana Marta Del Grandi, che presentava Selva, l’album dagli spunti interessanti recentemente pubblicato dall’etichetta Fire Records. Purtroppo il suo set è iniziato molto presto, poco dopo le 20, non abbiamo fatto a tempo a sentire granché, solamente i due brani finali, un peccato perché la sua musica è parsa molto interessante.

I Blonde Redhead, capitanati dai gemelli Amedeo e Simone Pace e dall’introversa e magnetica Kazu Makino, giungono sul palco poco dopo le 21:00, davanti ad una scenografia colorata e psichedelica. Ero un po’ dubbioso sulla resa, essendo solo in tre sul palco. Sono stato naturalmente smentito dall’atmosfera che hanno saputo creare, fondendo il loro dream pop con l’elettronica, squarci di noise e psichedelia per un concerto magico, quasi catartico. L’ultimo album Sit Down For Dinner, edito dall’etichetta Section1 fa la parte del leone, ben 6 sono i brani suonati dall’ultima fatica, viene invece completamente dimenticato il penultimo album Barragán, mentre sono stati molto considerati gli album di metà carriera, 23 (con 4 brani) e Misery Is A Butterfly con tre canzoni. Kazu Makino si destreggia tra basso e tastiere, sembra fare un po’ fatica vocalmente all’inizio, ma con l’andare del concerto la sua voce eterea acquista sempre più sicurezza. La sua ammaliante presenza scenica inoltre seduce il pubblico, che è tutto ai suoi piedi.

I tre non sono molto loquaci, il primo “Grazie!” arriva da Kazu dopo qualche brano, poi pronuncerà più avanti anche un lapidario “I love you”. Amedeo Pace dalla sua chitarra estrae suoni ora abrasivi, ora dolci e la sua voce si sposa bene con quella di Kazu. Anche lui si limiterà ad un ringraziamento a fine concerto. Il gemello Simone è un vero metronomo alla batteria, il suo drumming fantasioso regge benissimo l’impalcatura delle canzoni. Il punto più alto del concerto si è avuto con le due parti di Sit Down For Dinner, un vero capolavoro, ma l’intera performance ha valso ampiamente il biglietto (a proposito, solo € 25, un prezzo più che onesto). Anche i due brani suonati nel bis (dove Amedeo è passato alle tastiere e Kazu ha imbracciato il solo microfono per muoversi in lungo e in largo sul palco), una bella versione di Here Sometimes da Penny Sparkle e una lunga esecuzione di Kiss Her Kiss Her hanno soddisfatto il folto pubblico accolto per l’occasione.

Una curiosità: a fine concerto i fratelli Pace si rendono disponibilissimi per due parole e una foto, proprio come 24 anni fa all’ombra del Vesuvio, ma questa è un’altra storia. Seconda curiosità: a fine concerto abbiamo visto Colapesce nei pressi del bancone merchandising, chissà che prossimamente lo vedremo da qualche parte indossare una maglietta recante la scritta: Blonde Redhead La Mia Vita Violenta.

Mark Frastuoni
Mario Clerici

Foto e video di Mario Clerici

Scaletta:

  1. Falling Man
  2. Dr. Strangeluv
  3. Doll Is Mine
  4. Elephant Woman
  5. Snowman
  6. Melody Experiment
  7. SW
  8. Sit Down for Dinner, Pt. 1
  9. Sit Down for Dinner, Pt. 2
  10. Bipolar
  11. Spring and By Summer Fall
  12. 23
  13. Rest of Her Life

Bis:

  1. Here sometimes
  2. Kiss Her Kiss Her

Durata: 90 minuti circa.

 

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